SE C'E' UN "MA" VUOL DIRE CHE SEI RAZZISTA
Il lupo perde il pelo ma non il vizio: questo potrebbe essere l’adagio popolare adatto a commentare l’intervista che l’ormai, per fortuna, ex sindaco di Alessandria – Maria Rita Rossa – ha rilasciato alla brava Irene Navaro che la pubblica sull’edizione online di Alessandria News di giovedì sei luglio.
La ex sindaco più odiata di Italia – negli ultimi due anni si è piazzata all’ultimo posto, il numero cento otto, della speciale classifica stilata dal quotidiano Il Sole 24 Ore – parla a ruota libera dell’impegno da lei profuso in campagna elettorale che continua sui banchi di una «opposizione leale e collaborativa, pur senza sconti».
Il sospetto, conoscendo il personaggio, è che più che avere le caratteristiche da lei precisate, la sua presunta contrarietà alla Giunta – presieduta dal nuovo primo cittadino, il marchese Gianfranco Cuttica di Revigliasco – sarà del tipo “collaborazionista”, visto che il Partito Democristiano condivide con la maggioranza la quasi totalità del pensiero.
Un tema su tutti, quello che concerne l’accoglienza delle “persone in cammino”: se per la destra radicale rapresentano un rischio per la comunità, per la trombata la loro presenza sul suolo comunale viene così vista: «ci sono i diritti di chi arriva, ma anche quelli di chi ospita. Non solo per la solidarietà a tutti i costi».
Della serie, “non sono razzista, ma…”: se c’è il ma vuol dire che lo sei, verrebbe da controbattere; d’altra parte bisognerebbe che l’assai poco “signora” Rossa spiegasse bene cosa intende, quando contrappone i diritti dei migranti a quelli dei residenti, perché altrimenti si rafforza sempre più la convizione che si tratti di una persona xenofoba.
Bosio (Al), 08 luglio 2017
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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